La mia vita con un po' troppo testosterone per casa...
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giovedì 18 ottobre 2012

Corso di formazione per uomini

Ieri, facendo un po' d'ordine tra le vecchie mail, ho ritrovato questa, che mi aveva inviato una mia amica un po' di tempo fa. Mi ha fatto scompisciare dalle risate, oggi come allora, quindi ho pensato di condividerla.
Non è, tragicomicamente, tutto vero?

Corso di formazione per uomini
 

Tema del corso : diventare intelligente quanto una donna (quindi essere perfetti).

Obiettivo pedagogico : corso di formazione che permette agli uomini di sviluppare quella parte del cervello della quale ignorano l'esistenza.

Programma : 4 moduli di cui uno obbligatorio.

Modulo 1 : corso base obbligatorio

1. imparare a vivere senza la mamma (2000 ore).

2. la mia donna NON è mia mamma (350 ore).


3. capire che il calcio non è altro che uno sport (500 ore).

Modulo 2: vita a due


1. avere bambini senza diventare geloso (50 ore).

2. smettere di dire boiate quando la mia donna riceve i suoi amici (500 ore).

3. vincere la sindrome del telecomando (550 ore).

4. non faccio pipì fuori dal water (100 ore, esercizi pratici con video).


5. riuscire a soddisfare la mia donna prima che cominci a far finta (1500 ore).

6. come arrivare fino al cesto dei panni sporchi senza perdersi (500 ore).

7. come sopravvivere ad un raffreddore senza agonizzare (300 ore).


Modulo 3: tempo libero


1. stirare in due tappe (una camicia in meno di due ore: esercizi pratici).

2. digerire senza ruttare mentre lavo i piatti (esercizi pratici).

Modulo 4: Corso di cucina

Livello 1 (principianti): gli elettrodomestici:

ON = acceso -  OFF = spento.

Livello 2 (avanzato):

scaldare la mia prima zuppa precotta senza bruciare la pentola. Esercizi pratici: far bollire l'acqua prima di aggiungere gli spaghetti.



Sono inoltre previsti dei temi speciali di approfondimento ; a causa della
complessità e difficoltà di comprensione dei temi, i corsi avranno un massimo di 8 iscritti.

Tema 1: Il ferro da stiro; dalla lavatrice all'armadio: questo processo misterioso.

Tema 2: I rischi di riempire il portacubetti di ghiaccio (dimostrazione con supporto di diapositive).

Tema 3: Tu e l'elettricità: vantaggi economici del contattare un tecnico competente per le riparazioni (anche le più basilari).

Tema 4: Ultima scoperta scientifica: cucinare e buttare la spazzatura non
  provocano né impotenza né tetraplegia (pratica in laboratorio).

Tema 5: Perché non è reato regalarle fiori anche se sei già sposato con lei.

Tema 6: Il rullo di carta igienica: "Nasce la carta igienica nel
portarullo?" (approfondimento sul tema).

Tema 7: Come abbassare la tavoletta del bagno passo a passo (teleconferenza con l'Università di Harward).

Tema 8: Perché non è necessario agitare le lenzuola dopo aver emesso gas
intestinali (esercizi di riflessione in coppia).

Tema 9: Gli uomini che guidano possono chiedere informazioni ai passanti quando si perdono senza il rischio di sembrare impotenti? (testimonianze).

Tema 10: Fare la valigia: incompetenza innata o incapacità mentale
progressiva?

Tema 11: la lavatrice: questa grande sconosciuta della casa.

Tema 12: È possibile fare la pipì senza schizzare fuori dalla tazza? (pratica in gruppo).

Tema 13: Differenze fondamentali tra il cesto della roba sporca e il suolo (esercizi in laboratori di musicoterapia).

Tema 14: L'uomo nel posto del passeggero: è geneticamente possibile non parlare o agitarsi convulsamente mentre lei parcheggia?

Tema 15: la tazza della colazione: lievita da sè fino al lavandino? (esercizi diretti da Silvan).

Tema 16: Si può essere una persona senza avere il controllo del telecomando?
(dimostrazione ipotetica).

Tema 17: Comunicazione extrasensoriale: esercizi mentali in modo che quando gli si dice che qualcosa è nel cassetto dell'armadio nella camera da letto non domandi "in quale cassetto e di quale armadio?".

venerdì 22 giugno 2012

Riempire la lavastoviglie NON genera impotenza né provoca orticaria


Quando si usa l’appellativo MULTITASKING per definire la donna dei nostri giorni, c’è una ragione precisa. La donna moderna che è insieme moglie, mamma, casalinga, lavoratrice, amante, cuoca, aggiustatutto, infermiera, psicologa, tassista e chi più ne ha più ne metta, riesce a fare più cose contemporaneamente. Magari non tutte proprio benissimo, ma le fa. Così mentre si guarda un dvd coi bambini si può iniziare a tagliare le verdure, mentre ci si trucca per il lavoro si può raccontare per la centesima volta la storia del camion Tobia, mentre si pulisce la cucina si può ascoltare una paranoia del marito.
Infatti la sottoscritta, sia nel periodo in cui era a casa in maternità, sia adesso in cui fa i salti mortali per incastrare tutte le caselle di questa frenetica vita di mamma lavoratrice, riusciva e riesce a badare ai bambini ed INSIEME cucinare o riassettare casa, pur se sull’orlo di una crisi di nervi.
Agli uomini questa capacità è preclusa. O meglio, se ce l’hanno la mettono in pratica fuori dalle mura domestiche, nei loro contesti professionali dove telefonano, mandano mail, organizzano, bevono caffè tutto in una volta.  A casa no.
MaschioAlfa, per esempio, di cui niente posso dire come marito e come padre, che amo alla follia oggi come 18 anni fa, che è sempre presente e sensibile alle mie difficoltà (beh, quasi…), che è anche “uomo di casa” quando vuole, se deve badare ai bambini quello fa. Punto.
Se io non ci sono (non succede spesso, ma questo è colpa mia) posso stare tranquilla che al mio rientro troverò i pupi lavati, nutriti, addormentati. Sono sicura che avranno passato delle ore bellissime insieme al loro papà, intrattenendosi in attività tipicamente maschili come la guerra coi cuscini  o la lotta tra loro sul lettone. Sono sicura che saranno andati a letto felici cullati da una storia di castelli abbandonati o alberi parlanti. Ma una sola occhiata alla cucina mi riporterà alla realtà: TUTTE le pentole, i piatti, i bicchieri, le posate della cena dentro il lavabo o sopra i fornelli (perché non in lavastoviglie?), idem per TUTTE le immondizie (perché non dentro il sacco?), la tovaglia ancora stesa sopra la tavola (perché non ripiegata dentro il cassetto?), resti di cibo ovunque.
E non che non ne avesse avuto il tempo, è che…non ci ha pensato!
Ed io, scema che più scema non si può, che non oso arrabbiarmi perché attanagliata dai sensi di colpa per averli lasciati soli. Ma si può?