La mia vita con un po' troppo testosterone per casa...
Ho modificato la grafica del blog. Quella sullo sfondo è l'incasinatissima libreria di casa Piselloni...
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mercoledì 10 ottobre 2012

De tettibus



Caro il mio WABA (WorldAlliance for Breastfeeding Action), mo’ famo a capirse.
Finchè tu mi proponi questa immagine
per promuovere l’importanza dell’allattamento al seno, posso anche essere d’accordo. E ti posso pure sostenere, ci mancherebbe.
Ma se vedo che tra le foto vincitrici del concorso c’è anche questa, 
no, allora mi cadono le braccia, le palle degli occhi e quant’altro.
E mi parte l’embolo dell’incazzatura.
Già, perché a me questo bambino, costretto a succhiare in posizione scomodissima mentre la mamma fa un milione di altre cose, fa solo pena. E sono convinta che per lui, piuttosto di una tetta data in questo modo, sarebbe stato meglio un bel biberon.
Non voglio entrare nel merito di quello che una donna decide di fare con le proprie tette e con i propri figli, anzi. Penso proprio che ognuna di noi debba sentirsi libera di comportarsi come vuole senza che ci siano dei talebani che ti lanciano dardi morali ogni due per tre (vero Juliet Linley?).
Se una donna riesce ad allattare senza problemi, più volte al giorno, ma ben venga! Ma beata lei!
Ma non voglio che nessuno o nessuna si erga a giudice e moralizzatore delle tette delle altre.
Vuoi allattare? Benissimo! Hai bisogno di aiuto? Te lo diamo! Non hai latte? Non c’è problema! Per te allattare è una fonte inaudita di stress? Ma chi te lo fa fare, dagli sto cazzo di biberon e goditi il tuo bambino e la tua vita!
Questo era uno sfogo, ripeto, mi è partito l’embolo. Magari sull’argomento ci torno con più calma…