La mia vita con un po' troppo testosterone per casa...
Ho modificato la grafica del blog. Quella sullo sfondo è l'incasinatissima libreria di casa Piselloni...
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giovedì 30 maggio 2013

Dopo anni



Abbiamo lasciato i bambini, già in pigiama, ai nonni.
Siamo saliti in macchina e ci siamo diretti in centro. Abbiamo parcheggiato nel solito parcheggio.
Abbiamo aspettato l’arrivo di un nostro amico, con cui avevamo appuntamento all’ingresso.
Abbiamo notato che poco era cambiato nell’arredamento dell’atrio e ci siamo stupiti di come il prezzo del biglietto fosse rimasto pressoché immutato.
Abbiamo bevuto un caffè nel solito bar.
Il biglietto ce l’ha venduto la solita signora ed è stato vidimato dal solito signore, suo marito. Entrambi hanno fatto trapelare un’espressione sorpresa appena ci hanno visti.
Ci siamo seduti nei nostri soliti posti, in prima fila, per evitare che qualcuno ci masticasse i pop corn dietro la testa.
Ci siamo goduti i trailer.
Siamo andati a fare pipì durante l’intevallo.
Siamo rimasti in sala fino alla fine dei titoli di coda.
In macchina abbiamo commentato quello che avevamo visto.

Siamo stati al cinema. Io e Maschio Alfa siamo stati al cinema dopo quattro, e dico QUATTRO anni. L’ultima volta avevo ancora il pancione, il primo.
E’ stato bello.
Domani vi dico che film abbiamo visto.

lunedì 19 novembre 2012

Animali sociali



La vita sociale della famiglia Piselloni è paragonabile a quella di un monaco tibetano. Anzi no, peggio, perché i monaci tibetani vivono in comunità e, anche se meditano, meditano insieme.
In genere il sabato sera lo si passa a casa, ci ordiniamo una pizza, si cena a pizza, coca cola e un dolce preparato all’uopo dalla sottoscritta con l’aiuto di Checco, alle 21.00 in bambini si ritirano nei loro appartamenti e gli adulti si rilassano sul divano davanti al loro serial del momento, The mentalist (conoscete?).
Qualche volta ci incontriamo con i soliti amici, quelli storici, alcuni con figli, altri senza, a cena fuori neanche a parlarne, a meno di non sbolognare la prole ai nonni.
Sento molto la mancanza di quei sabati in cui invitavamo qualcuno a cena e mi scervellavo affinché la serata fosse perfetta, dalla preparazione della tavola, alle pietanze servite, dalla decorazione dei piatti alle candele accese. E solitamente queste serate erano davvero un successo, lavoravo come una pazza, ma ne valeva la pena.
Sabato scorso, però, abbiamo voluto fare un esperimento. Il titolo di tale esperimento era: è possibile per una coppia con due figli piccoli non propriamente tranquilli invitare a cena una coppia senza figli?
Posso serenamente dire che la risposta è SI’!!!
Oddio, tralasciamo il fatto che MaschioAlfa fosse reduce dalla Mani piedi bocca, presa da Checco, e quindi un tantino acciaccato.
Tralasciamo il fatto che ho dovuto preparare la tavola all’ultimissimo momento perché i calici del servizio buono erano un gioco troppo allettante per Paio.
Tralasciamo il fatto che entrambi i bambini abbiano deciso di svuotare i loro piccoli intestini nell’istante stesso in cui gli amici mantovani parcheggiavano.
Tralasciamo il fatto che Paio, dal momento in cui gli amici mantovani sono entrati in casa, mi si è abbarbicato addosso e non è mai voluto scendere fino all’ora di andare a letto.
Tralasciamo il fatto che si è cenato con sottofondo di “La gabbianella e il gatto”.
Tralasciamo i piccoli capricci che, comunque, ci possono anche stare.
Tutto sommato le nostre piccole pesti si sono comportate in modo encomiabile, sia durante il giorno, permettendomi di dedicarmi al riassetto della casa e alla cucina, sia durante la cena. Alle 21.15 pigiamino, un saluto agli ospiti e migrazione in cameretta. Dopo cinque minuti dormivano entrambi. La serata ha preso così un’altra piega, quella di quattro adulti che conversano, bevono vino e intingono biscottini nel caffè.
Esperimento riuscito, e da rifare!