La mia vita con un po' troppo testosterone per casa...
Ho modificato la grafica del blog. Quella sullo sfondo è l'incasinatissima libreria di casa Piselloni...
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venerdì 24 maggio 2013

Se mi piaceva il freddo nascevo in Lapponia



I piani erano questi. Avrei portato Checco a scuola e Paio dalla nonna. Avrei preso una giornata di ferie e sarei rimasta a casa a riassettare e a preparare le valigie. All’una sarebbe tornato MaschioAlfa, avremmo caricato le valigie in auto, saremmo passati a recuperare la prole e via, direzione mare, per un weekend di sole, relax e cene di pesce, fino a domenica sera.

Avevo comprato un costume nuovo per me, e uno a testa per i pupi. Avevo fatto rifornimento di creme solari e bagnoschiuma al cocco. Ero riuscita, coi punti di Bottega Verde, a trovare una bellissima borsa da spiaggia. Avevo fatto rifornimento di bottigliette di acqua e brik di succhi all’ACE. Avevo comprato ai bambini i sandaletti nuovi. Avevo lavato in lavastoviglie i giochi da spiaggia e vi avevo aggiunto due pistole ad acqua comprate dai cinesi. Avevo diligentemente preparato la lista delle cose da mettere in valigia e avevo programmato il piano-bucato in modo da avere tutto pronto per stamattina. Avevo il mio Katy Reichs da leggere sotto l’ombrellone.

Non avevo fatto la spesa, tanto saremmo stati via tre giorni. Non avevo fatto nemmeno una lampada, in vista del matrimonio di mio cugino il prossimo sabato, tanto con tre giorni di mare sai come mi sarei abbronzata!
E invece è arrivata Ginevra. Che non è la città svizzera, e nemmeno un nome di donna. È una stramaledetta perturbazione che viene direttamente dalla Scandinavia, e io la Scandinavia  la adoro ma le sue perturbazioni se le tenesse, che noi abbiamo già le nostre. E la prossima volta invece di una perturbazione ci mandasse un altro thriller di Mankell, che ormai sono in astinenza.

E quindi sono qui al lavoro, come un venerdì qualsiasi, e mi girano alla grande. Non ha mai smesso di piovere e ci sono 10 gradi. Mi scappa la pipì ma ho troppa pigrizia per lasciare la mia scrivania ed andare in un bagno dove, quasi sicuramente, troverò la finestra aperta. Ho dovuto mettermi le calze, ma mi danno un fastidio assurdo, e a questo punto preferivo la sabbia nelle mutande. 

Per consolarmi stamattina ho fatto colazione al bar, con una brioche alla crema. E oggi pomeriggio porteremo i bambini al centro commerciale e andremo a mangiare al Burger King. E domani preparerò una torta piena di burro. Così lunedì invece di una bella abbronzatura sfoggerò un  pallore cadaverico ma in compenso un chiletto in più, e un brufolo. E non mi sento in colpa manco per niente.