La mia vita con un po' troppo testosterone per casa...
Ho modificato la grafica del blog. Quella sullo sfondo è l'incasinatissima libreria di casa Piselloni...

giovedì 21 febbraio 2013

Ho letto: Cielo nero


CIELO NERO


Altro autore che non delude mai, Indridason.
Forse si sente un po’ la mancanza del commissario Erlendur, protagonista di tutti i romanzi tranne gli ultimi due, partito per un viaggio nelle terre della sua infanzia e non ancora tornato ( e spero vivamente che ritorni…), e quindi l’ho trovato un po’ sottotono, quasi facesse fatica ad ingranare.
Ma si rivela in ogni caso un grandissimo autore, molto suggestivo ed abilissimo a evocare con le parole le immagini di una terra così lontana e misteriosa come l’Islanda.

mercoledì 20 febbraio 2013

Un po' di confusione...



Unica donna in una famiglia al maschile, un giorno mi permetto di dire:
“Qui il capo sono io, perché sono l’unica che ha l’utero!”.
Dopo qualche giorno sento Checco dire a Paio:
“Oggi sono io il capo, oggi ho il “il lutero”. Tu ce l’avrai sabato”.

Ancora Checco a Paio:
“I dinosauri non esistono sono tutti morti. Io quando ero piccolo ne ho visto uno vero a New York, dentro un negozio.

lunedì 4 febbraio 2013

Sul Carnevale...




Cappellino giallo col risvolto nero. Casacca gialla. Salopette rossa. Colletto bianco e fiocco blu. Calzettoni neri.
Il carro dell’asilo quest’anno aveva come tema Pinocchio. E così tutti, bambini e genitori, vestiti come il burattino disneyano.
Alcuni papà pieni, davvero, di tanta buona volontà, si sono trovati ad allestire il carro che, effettivamente è venuto proprio bene. Una sarta ha confezionato, ovviamente dietro lauto compenso, i vestiti per tutti.
E ieri il debutto, alla sfilata dei carri del paese.
Peccato che a dei bambini così piccoli poco interessi della sfilata, della gara, del sindaco. E che una volta visto il trattore, essere saliti sul carro, aver lanciato un po’ di coriandoli, sarebbero anche tornati a casa.
E peccato che le mamme, salite sul carro unicamente per accompagnare i figli e non certo per smania di protagonismo, una volta arrivate nella piazza centrale non ne potevano già più.
E peccato che i fratellini, vestiti anche loro per solidarietà, che dormivano sul passeggino, dentro di loro si chiedessero che fine aveva fatto il loro lettino.
E così se qualcuno si fosse trovato per caso in piazza ieri pomeriggio e avesse buttato l’occhio al carro delle Scuole Materne, avrebbe visto tanti Pinocchi bassi e altrettanti alti. E tra un coriandolo e l’altro avrebbe notato che tutti i Pinocchi, alti e bassi, avevano in comune la stessa eloquente espressione sul viso, un’espressione il cui significato non troppo recondito era: Ma quando c@@@@ finisce?!?!?!