La mia vita con un po' troppo testosterone per casa...
Ho modificato la grafica del blog. Quella sullo sfondo è l'incasinatissima libreria di casa Piselloni...

giovedì 30 agosto 2012

Ruit hora sine mora


I miei bambini stanno crescendo.
Bella scoperta, si potrebbe commentare.
E’ che ogni tanto mi fermo a guardarli e mi sembra di vederli grandi, ogni giorno di più. E la prima reazione è di chiedermi: ma come si sono permessi di cambiare così velocemente senza che me ne accorgessi? Io dov’ero? Poi però mi rendo conto che io c’ero, eccome se c’ero. Nei pannolini cambiati, nelle pappe preparate e sputate, nei risvegli notturni, nei pianti ininterrotti, nei nasini gocciolanti. Nel primo dentino, nei primi passi, nella prima parola, nel primo giorno di asilo.
I miei figli me li sono goduti: ho fatto tutti i mesi di maternità concessi, ho chiesto ed ottenuto il part time al lavoro, mi rendo conto di essere stata, ed essere, fortunata.
Solo che il tempo passa, velocemente, inesorabile. E, certo, più i bimbi crescono, più tutto diventa un po’ più semplice, perché mangiano da soli, dormono tutta la notte, giocano per conto loro. Ma in un angolo non troppo recondito del mio cuore sento che questo mi spaventa, e vorrei tornare indietro, rivivere certi momenti, evitare errori commessi.
Perché un bambino, per quanto meraviglioso, rompe anche un po’ le palle, figuriamoci due. Perché da quando sono mamma, non ho più tempo per me. Perché a volte io e MaschioAlfa siamo così tesi che litighiamo per della cavolate. Perché non ci sono solo i bambini, c’è il lavoro, la casa da pulire, i pasti da preparare. E la visita dal medico, la riunione a scuola, i capelli da tagliare. Così tutto si accumula, diventa un macigno che schiaccia e soffoca, e spesso siamo così impegnati a lottare contro questo macigno che non ci rendiamo conto che loro, i nostri bambini, stanno muovendo i loro passi nella vita e che se non stiamo attenti rischiamo di perderceli.
Vorrei essere stata meno nervosa, vorrei non essermi arrabbiata troppo per un bicchiere di succo versato, vorrei aver urlato un po’ di meno, vorrei aver giocato di più. E sì, a volte vorrei avere un altro figlio per poter essere una mamma migliore.

Piccola postilla divertente.
Ho chiesto a Checco se gli piacerebbe avere una sorellina. Sì, mi risponde lui. E come la chiamiamo? La chiamiamo col telefono!

2 commenti:

  1. quest'estate i mie due hanno fatto una ttrasformazione impressionante... crescono in fretta davvero! E pure a me ogni tanto sorgono piccoli rimpianti per errori o atteggiaamenti magari poco comprensivi... per fortuna i bimbi stessi sanno andare oltre... più di noi!

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  2. ...bhè, sei sempre in tempo per ricominciare!!! :)
    Anche io a volte fccio queste riflessioni anche se le mie iniziano ora a farmi un pò tirare il fiato......a me piacerebbe un terzo....chissà, magari tra qualche anno!

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