La mia vita con un po' troppo testosterone per casa...
Ho modificato la grafica del blog. Quella sullo sfondo è l'incasinatissima libreria di casa Piselloni...

venerdì 12 ottobre 2012

Bocche da sfamare



A tavola.
Checco e Paio. L’alfa e l’omega, lo yin e lo yang, il bianco e il nero, il diavolo e l’acqua santa, Peppone e Don Camillo. Insomma, due opposti.

Checco, anni 3,4,
Mangiare è una perdita di tempo, una noiosa incombenza cui assolvere costringendolo ad interrompere i giochi. Si siede a tavola, guarda cosa c’è nel piatto, spilucca un pochino, beve e poi basta, per lui la cena è finita. Già se ingoia tre bocconi sono contenta e lascio che si alzi. Ho provato a coinvolgerlo nella preparazione dei cibi, e lui ci sta, si entusiasma. Ma al momento di mangiare perde tutta la voglia e non gliene frega niente se quella pietanza l’ha fatta lui. Persino per i dolci! Quello che gli manca è proprio il desiderio di assaggiare, la voglia di provare, la curiosità verso i sapori. Poi capita che per un periodo si appassioni ad un cibo e quindi io, tutta contenta, glielo preparo più volte che posso, ma ad un certo punto puf…gli passa.
Una volta mi arrabbiavo quando non mangiava, adesso, sinceramente, lo lascio stare. Anche perché la mensa dell’asilo è varia ed equilibrata e là, mi hanno detto le maestre, mangia di gusto.

Paio, anni 1,7.
Il cibo è la sua ragione di vita, la sua ossessione. Si alza al mattino ed immediatamente gli viene fame, ma una fame di quelle ataviche che lo porta ad urlare e contorcersi e scagliare con rabbia gli oggetti fino a che non gli porgo il suo biberon di latte e nesquik. Non faccio in tempo a tirar fuori qualcosa, qualsiasi cosa, dalla dispensa che lui subito rizza le antenne e pretende di vedere di cosa si tratta e, ovviamente, di assaggiare. Il suo passatempo preferito è essere preso in braccio vicino ai fornelli così può appurare di persona cosa bolle in pentola. Oppure aprire i cassetti, tirare fuori i mestoli e girare per la casa brandendo la schiumarola e declamando “Pappa!”. A tavola è vorace, mangia di tutto, tanto e alla velocità della luce. Dobbiamo stare attenti perché ingurgita letteralmente, senza masticare.
Penso che quest’anno Babbo Natale gli porterà una cucina giocattolo, sempre se riuscirà a trovarne una che non sia rosa, non abbia disegnata l’orribile Hello Kitty e non costi quanto una Scavolini vera.

C’è poi MaschioAlfa, il capo famiglia, a cui piace mangiare (una volta qui si è fatto fuori una fiorentina da un kilo e sette, giuro che è vero), ma da quando gli anta si profilano all’orizzonte ha il terrore di mettere la pancetta e vuole mangiare sano.

E infine ci sono io, la cuoca, che amo mangiare e amo cucinare, ma i numeretti sulla bilancia mi avvertono che forse dovrebbe piacermi un po’ meno…

Come fare per far quadrare tutto?
Cercando di far felici tutti, col minimo sforzo e facendo il meno danni possibile, un colpo al cerchio e uno alla botte, come si suol dire.
Il che significa che cucino un po’ di tutto, ma non mi allarmo troppo se la zuppa di farro ai bambini fa schifo.
Che privilegio piatti che possiamo mangiare tutti e quattro, ma, se una sera ho voglia di una pepata di cozze, ai bambini preparo i bastoncini findus, e siamo felici tutti.
Che la verdura la compro di stagione, ma se una delle poche che Checco mangia di gusto sono le zucchine, capita che gliele preparo anche a dicembre.
Che le bibite gassate in frigo non ci sono, ma quando ci ordiniamo la pizza un bicchiere di coca cola non ce lo toglie nessuno.
Che la Nutella ai bambini fa male solo se assunta in quantità esagerate, e, visto che corrono dalla mattina alla sera, una merenda con pane e, appunto, Nutella, è l’ideale.

Anche perché se è vero che certe abitudini si imparano da piccoli, è altrettanto vero che i gusti cambiano crescendo.
A volte mi preme di più che l’atmosfera della cena sia rilassata, che si possa stare a tavola tutti insieme, che si possa ridere, piuttosto di quello che c’è nel piatto.

Come corredo al post ho scelto questa foto, tratta dall’album del nostro viaggio in Svezia. Siamo tutti e quattro a tavola e stiamo mangiando un buonissimo piatto svedese, il Pyttipanna, ovviamente surgelato.

Questo post partecipa al blogstorming di Genitoricrescono.

7 commenti:

  1. Se lasciamo il Paio con il mio in cucina da soli mi sa che poi non troviamo più manco gli sportelli! Ormai si sveglia e inizia a gridare pappa!
    PS: è vero consumano tanto ma la nutella no! Ormai ne ho fatto una battaglia personale: ci sono altre creme che hanno veramente nocciole e cioccolato dentro!!

    RispondiElimina
  2. Lo so, ma, sarò anche figlia di una società capitalista e consumista, ma nutella e coca cola NON SI IMITANO....

    RispondiElimina
  3. ... quando avevo 4 anni mi hanno ricoverato in ospedale per inappetenza infantile (altri tempi)... fino a 15 anni mangiavo solo pasta e cotoletta (o bistecca) a 18 ho iniziato a mangiare di tutto (oggi convivo serenamente con i mei 80 kg). Filippo mi assomiglia un po', è come il tuo... spesso spilucca e basta.. ma ormai me ne sono fatto una ragione e pian piano pare che pure lui sia più sereno e mangia di più. Crescerà... e arriverà agli 80?
    mah.

    RispondiElimina
  4. (ma il mio commento non c'è più... o non c'è mai stato? ero convinta di averlo pubblicato venerdì)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non mi è mai arrivata neanche la mail che mi avvisa del commento...

      Elimina