La mia vita con un po' troppo testosterone per casa...
Ho modificato la grafica del blog. Quella sullo sfondo è l'incasinatissima libreria di casa Piselloni...

venerdì 15 giugno 2012

Le porte chiuse


Ho un’immagine legata alla mia “vita precedente”, quella a casa con mamma e papà. Ed è quella della porta chiusa della camera da letto dei miei. E ci sono dei suoni. Quelli di loro due di là della porta che parlano.
E ci sono io. Che già allora, poco più che adolescente, prima ancora di essere io stessa mamma, riflettevo sul fatto che per i miei genitori quello doveva essere senz’altro il momento più bello della giornata. Quando messi a letto i figli, sbrigate tutte le faccende, chiuso tutte le finestre, restavano loro due, da soli, un uomo e una donna, non solo una mamma e un papà. Poi se facevano qualcos’altro oltre a parlare, onestamente non lo voglio sapere.
Adesso sono io ad avere dei figli che qualche volta devono, non sarebbe meglio che, ma devono restare fuori dalla porta della camera da letto. E’ una cosa che io e Lui ci siamo sempre promesso e imposto fin dalla nascita di Checco. Bisognava sempre e comunque riuscire a ritagliarci i nostri spazi di coppia.
E, proprio grazie a quei nonni che si chiudevano ( e suppongo si chiudano ancora) in camera, ci siamo sempre riusciti, vuoi per una pizza da soli, una serata con amici senza figli, una spedizione saldi al centro commerciale o una colazione al bar in santa pace.
Oppure, ma questo magari ai nonni non lo diciamo, mentre i bimbi stanno da loro noi…facciamo sesso. E ne facciamo pure parecchio e parecchio bene. Ecco, l’ho detto. Perché ci vuole, perché lo abbiamo sempre fatto e che saranno mai due figli, perché alla sera si crolla dal sonno ma una mezz’oretta si può sempre trovare, perché siamo ancora io e Lui, in fondo non siamo cambiati, e ci basta un attimo, uno sguardo, una parola, per ritrovarci anche in mezzo al casino di una vita di pannolini e rai yoyo.
E poi ce ne andiamo via da soli, un paio di volte l’anno. A Venezia, sempre, per l’anniversario di matrimonio e poi un’altra meta. Questi giorni, per noi, sono come spalancare le finestre in una bella mattina di primavera e fare entrare l’aria che profuma di peschi in fiore in una stanza che è stata chiusa tutta la notte.
La cosa strana è che i bambini non ci mancano! Certo, pensiamo a loro in continuazione, guarda qua, questo piacerebbe a Checco, ma ti pensi qui il Paio, questo lo possiamo comprare per loro, aspetta che chiamo casa per vedere come va. Ma NON CI MANCANO. Sappiamo che stanno bene e sono in ottime mani, quelle dei nonni, e anche noi stiamo bene e siamo in ottime mani, le nostre, finalmente.

Questo post partecipa al blogstorming di Genitoricrescono.

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